Pubblicazione dell’Associazione per l’Interscambio Culturale Italia Brasile Anita e Giuseppe Garibaldi

Publicação bimestral . Nº 125 - 126 - Ano XIV - Março / Abril 13 - R$ 10,00

Tutti pazzi per gli operai FIAT

por andrea em quarta-feira, 30 de junho de 2010 às 1:33

 

Più che una solidarietà con gli operai di Pomigliano, un’identificazione. Ieri è scesa in piazza in tutt’Italia un’idea diversa di lavoro e di società. Un’idea fondata sulla dignità delle persone che non accettano di piegare la schiena e subire il ricatto, «se vuoi il lavoro dammi i diritti». La parola d’ordine «siamo tutti operai di Pomigliano» ha riempito le manifestazioni per lo sciopero generale della Cgil, da Milano a Bologna, dall’Aquila a Napoli.

È stato questo il segno più forte della giornata di lotta di ieri contro la manovra e la politica economica del governo. C’è un’altra strada per uscire dalla crisi – e altri sono i soggetti da colpire – fuori dai meccanismi che l’hanno generata. Percorrerla è possibile perché ci sono le energie e i valori alternativi incarnati in chi ha il coraggio di metterli in campo. Le manifestazioni sono state invase dai metalmeccanici che non si fermano di fronte al muro di odio del governo e dei padroni, alla complicità degli altri sindacati, ai silenzi di chi dovrebbe invece stringersi a sostegno della Fiom. E degli operai che si sono riconosciuti nella sua parola d’ordine – Pomigliano non si piega – perché è la loro stessa parola d’ordine.

Quei tanti no, e i sì di chi di chi uscendo dalle urne truccate di Pomigliano diceva «ho dovuto cedere ma voi tenete duro, avremo ancor più bisogno di un sindacato che ci rappresenti e ci difenda», sono diventati un elemento identitario, di orgoglio non solo per i meccanici, ma per tutti i lavoratori che nella loro lotta si sono identificati e ieri hanno manifestato riempiendo di senso lo sciopero della Cgil. Uno sciopero riuscito anche perché vedere che ribellarsi alla schiavitù è possibile aiuta tutti a provarci: gli insegnanti colpiti da una politica che teme la cultura, i precari a cui è negata la speranza di futuro, chi è usurato dal lavoro e vede allontarsi l’ora della liberazione, il postino, il ricercatore, l’infermiera. Ha un valore simbolico la decisione degli operai di Pomigliano di mandare una loro delegazione alla manifestazione dell’Aquila. Il valore della solidarietà. Loris Campetti

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