Pubblicazione dell’Associazione per l’Interscambio Culturale Italia Brasile Anita e Giuseppe Garibaldi

Publicação bimestral . Nº 125 - 126 - Ano XIV - Março / Abril 13 - R$ 10,00

Si vota in Brasile, Rousseff super favorita

por andrea em domingo, 31 de outubro de 2010 às 11:21 Si vota in Brasile, Rousseff super favorita

Margine tra gli 8 e i 10 punti per l’erede di Lula, sarebbe la prima donna presidente. Lo sfidante è José Serra

RIO DE JANEIRO – Il Brasile sceglie oggi il successore di Lula. Nel ballottaggio per la presidenza si sfidano la candidata del governo Dilma Rousseff e l’oppositore José Serra, già governatore di San Paolo. I sondaggi danno per probabile la vittoria della Rousseff, con un margine tra gli 8 e i 10 punti. Sarebbe la prima “presidenta” della storia del Brasile e una vittoria personale di Lula, che l’ha praticamente imposta al suo schieramento. La Rousseff è stata per tre anni responsabile della “casa civil”, una specie di primo ministro in Brasile. Serra è invece la principale figura del partito socialdemocratico, che ha governato prima di Lula, con Fernando Henrique Cardoso, e perse contro Lula nel 2002. Rimasta fuori dal ballottaggio, dopo il sorprendente 20 per cento del primo turno, la verde Marina Silva non si è schierata, lasciando ai suoi elettori libertà di scegliere tra Serra e la Rousseff.

ATTACCHI – Le ultime settimane di campagna elettorale hanno visto una escalation di attacchi tra i due avversari, che pure non hanno presentato agli elettori piattaforme di governo particolarmente diverse. La Rousseff viaggia verso la vittoria con l’appoggio totale di Lula, che ha più volte violato le leggi che impongono neutralità al capo dello Stato in campagna elettorale. Serra ha contrapposto la sua lunga esperienza di deputato, sindaco, governatore e ministro, cercando di denunciare l’inesperienza dell’avversaria, che non ha mai partecipato ad alcuna contesa elettorale. Ma è la straordinaria popolarità di Lula (oltre l’80 per cento) a rendere ardua la sfida dell’opposizione, che non è mai riuscita ad attaccare il presidente uscente. A questo si aggiunga una economia in forte crescita (oltre il 7 per cento all’anno) e una disoccupazione al minimo da molti anni. Difficilmente il Brasile sceglierà oggi di cambiare strada.

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