Pubblicazione dell’Associazione per l’Interscambio Culturale Italia Brasile Anita e Giuseppe Garibaldi

Publicação bimestral . Nº 125 - 126 - Ano XIV - Março / Abril 13 - R$ 10,00

Governo, Berlusconi: «Se sfiducia alla Camera elezioni solo lì»

por andrea em domingo, 14 de novembro de 2010 às 18:40

 

«Se ci dovesse essere una fiducia che non c’è alla Camera, benissimo, si andrà a votare per la Camera stessa». Ecco l’ultima trovata di Silvio Berlusconi pur di rimanere attaccato a una maggioranza di governo che nei fatti non c’è più. «Noi andremo avanti e credo che avremo la fiducia anche alla Camera ma se così non fosse credo che dovremo andare di nuovo a votare per la Camera». A chiedere un nuovo voto per l’elezione della Camera dei deputati in caso di mancata fiducia al governo è il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che è intevenuto telefonicamente, a sorpresa, alla manifestazione del Pdl di Milano.

Il premier è poi tornato a vagheggiare un’Italia che vede solo lui: «Non leggete i giornali, descrivono una situazione che non c’è e che è indipendente dagli elettori, descrivono posizoni politiche partitocratiche. La verità è che gli elettori esistono e che al 60% sono con me».
«Ci sono dei professionisti della politica che possono aspirare a diventare presidente del Consiglio, o della Repubblica, solo grazie a compromessi di palazzo, ma questa non è democrazia è solo partitocrazia», ha conluso il premier.
Per quanto riguarda la Rai: «È una cosa indegna avere una tv pubblica di questo tipo», ha coomentato Silvio Berlusconi «La maggioranza degli italiani è con noi – ha detto il premier – e non si lascia turlupinare dai programmi Tv offensivi che paghiamo tutti noi. È una cosa indegna avere una tv pubblica di questo tipo».

Le reazioni
Non si sono fatte attendere le reazioni. «Il Pd andrà avanti con la mozione di sfiducia alla Camera – Enrico Letta -. Il governo Berlusconi sta tracheggiando, i mezzucci di andare prima al Senato dove pensa di essere più forte, poi alla Camera vogliono dire non guardare in faccia la realtà: non esiste più la maggioranza del governo Berlusconi». Stamani a Genova il vice segretario nazionale del Pd ha ribadito la volontà del proprio partito di andare avanti con il voto sulla mozione di sfiducia.
«La proposta di Berlusconi è una tattica da pantano doroteo, da prima Repubblica – ha attaccato Letta -. Un pò strana da parte sua, ma se fa così credo che siamo alla disperazione. C’è una mozione di sfiducia presentata alla Camera, questa mozione va votata e va discussa, il Pd crede che così debba andare. Questa settimana si deve voltare pagina al governo – ha auspicato Letta -, il Pd è disponibile a non affondare la Legge di Stabilità senza ostruzionismo, ma il governo deve voltare pagina».
Letta ha poi ricordato la manifestazione prevista per l’11 dicembre «per dire agli italiani le soluzioni del Pd per l’uscita dalla crisi. L’agonia del berlusconismo è già stata troppo lunga, insopportabile per il Paese, serve un esecutivo di responsabilità nazionale con un ampia maggioranza. La parte sensata del Pdl non assecondi il clima da guerra civile voluto da Berlusconi».

«L’ipotesi del solo scioglimento della Camera in caso di sfiducia è un escamotage che ha il solo obiettivo di tranquillizzare quei senatori pronti a sostenere un percorso di responsabilità che eviti al Paese l’ennesima campagna elettorale», spiega Italo Bocchino, capogruppo di Fli alla Camera. «Se la risposta di Berlusconi a una crisi di governo ormai conclamata è questa c’è da preoccuparsi seriamente per le istituzioni e per la soluzione dei problemi degli italiani». «Restiamo convinti che sarebbe opportuna una scelta nell’interesse dell’Italia, con le dimissioni del governo e l’avvio di un percorso virtuoso che richiami tutte le forze politiche alla responsabilità verso i cittadini», conclude ribadendo che sarebbe opportuno che il governo si dimettesse.

La verifica di Governo deve cominciare dalla Camera, perché a Montecitorio è stata già presentata una mozione di sfiducia, e l’esame della Finanziaria al Senato può esaurirsi in una settimana: «C’è una condivisione importante tra maggioranza e opposizione, – dice Casini – fare subito la legge finanziaria. I tempi ci dicono che entro dieci giorni, anche al senato, possiamo licenziare la legge di stabilità: è importante per il paese e sono certo che anche la maggioranza vorrà convergere sull’idea che una settimana basta al senato». «Poi, – aggiunge – poichè è stata incardinata la mozione di sfiducia alla camera bisognerà da lì partire per un dibattito che mi auguro sfoci con le dimissioni di Berlusconi. Forse Berlusconi si è dimenticato, in assoluta buona fede, che c’è una mozione già presentata alla Camera dei deputati, per cui è chiaro che, per un criterio minimale di correttezza istituzionale, bisogna partire dalla Camera. Ma non sarà certo questa la madre di tutti i problemi».
Conclude Casini: «Noi esprimeremo la disponibilità delle opposizioni perché l’esame al senato possa essere fatto in 4-5 giorni. Non serve a nessuno traccheggiare».

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