Pubblicazione dell’Associazione per l’Interscambio Culturale Italia Brasile Anita e Giuseppe Garibaldi

Publicação bimestral . Nº 125 - 126 - Ano XIV - Março / Abril 13 - R$ 10,00

Berlusconi attacca Fini: «Vuole solo la sua aziendina»

por andrea em sexta-feira, 10 de setembro de 2010 às 13:14

 

Si vede che quando è accanto al suo amico Vladimir, il «democratico Putin», Berlusconi si sente forte. Fatto sta che le parole che il presidente del Consiglio sta pronunciando in queste ore in Russia colpiscono e affondano l’avversario politico numero uno, che non è il Pd ma ilsuo ex alleato Giandranco Fini. Il premier parla davanti a una platea di circa 500 politici ed esperti da 20 Paesi a Yaroslav, al World Political Forum.

Sulla Costituzione: Italia ingovernabile perché ripartisce i poteri
. «Abbiamo avuto 20 anni di regime mussoliniamo, e quando finì i padri costituenti erano preoccupati che tornasse un regime e non diedero poteri al governo e al capo del governo ma li ripartirono tra Parlamento, Capo dello Stato e Corte Costituzionale. Questo dà all’Italia una difficoltà enorme nell’agire perché il governo non ha possibilità immediate di intervento ma deve fare passare tutto attraverso l’approvazione delle Camere. Così i governi sono sempre stati molto fragili, a scapito della governabilità, e i governi precedenti al mio sono durati in media 11 mesi».

L’incubo giustizia. «In alcuni Paesi e soprattutto nel mio, c’è un’oppressione giudiziaria, perchè in Italia la magistratura ha un potere che non ha limiti, ha detto il premier intervenendo al World Political Forum. «La magistratura non deve essere un potere dello Stato ma un ordine dello Stato», ha aggiunto, insistendo: «La magistratura è intervenuta pesantemente nella vita democratica e quando nel ’94 scese in campo la magistratura di sinistra non accettò questa intrusione, e con una falsa accusa, risolta anni dopo con l’assoluzione piena, io fui rispedito a casa per dare modo alla sinistra di issarsi al potere e attraverso elezioni influenzate da quelle false accuse di restare al Governo». E ancora: la magistratura ha ritenuto di poter ancora svolgere una sua opera, mettendo sotto accusa, con accuse assolutamente inventate, i protagonisti della vita politica e quindi mettendo a rischio la governabilità del Paese. È una situazione di oppressione della vita del cittadino ed è qualche cosa che in una democrazia non può essere accettato e non deve avvenire».

Mani pulite e il Pci. «La magistratura italiana è intervenuta pesantemente nella vita democratica del nostro paese. Nel 1993 “Mani Pulite” portò alla dissoluzione di tutti i partiti democratici e la magistratura politicizzata e di sinistra aprì la strada al potere del partito comunista, che non era ancora democratico».

Comunisti finanziati dall’Urss. « «Oltre il 60% dei fondi ai partiti comunisti stranieri andavano al Pci».

L’attacco a Fini. Quindi, la stoccata sprezzante a Fini: «Sono piccole questioni di professionisti della politica che vogliono la loro piccola aziendina politica per poter contare ma che non toccano la governabilità», dice a Yaroslavl in Russia intervenendo al World Political Forum.

Al governo per altri tre anni. Il presidente del Consiglio si dice quindi convinto che “andremo avanti tranquilli”. La parentesi di politica italiana, spiega il premier, è dovuta al fatto che al convegno internazionale “molti miei amici mi hanno chiesto preoccupati ‘ma cosa sta  succedendo in Italia’. Ecco, ora chiudo questa parentesi e spero di aver chiuso anche le preoccupazioni dei miei amici”.  D’altronde, aggiunge, “con il cambio della legge elettorale è stata raggiunta la governabilità: abbiamo avuto 5 anni di governo, e ora andiamo avanti per altri 5 anni”.

Fisco ladrone. Poi riprende un suo cavallo di battaglia: il fisco. Lo Stato deve chiedere ai propri cittadini non più di un terzo del proprio reddito: se le tasse sono più alte «il cittadino vive le tasse come un furto o una rapina». Al World Political Forum a Yaroslavl in russia, Berlusconi ragiona così: «Io da cittadino liberale ho sempre pensato che un cittadino sente le tasse come giuste per ciò che lo Stato svolge in favore del cittadino». E per Berlusconi «è giusto un terzo» del reddito di un cittadino: «Se lo Stato ti chiede di più è eccessivo, se è più del 50% come succede in alcuni Paese il cittadino lo sente come un furto o una rapina». Dunque, è la conclusione, «importante per uno Stato democratico è che la richiesta del fisco sia equa, un terzo di quello che guadagna un cittadino».

Putin dono del signore. Lui è l’unto, il suo amico russo un dono. «Putin e Medvedev esempi di democrazia. Anzi un vero e proprio «dono del signore» per il popolo russo. Non risparmia lodi Berlusconi: Vladimir Putin «non è mai stato colto dal dubbio che in lui ci fosse una volontà meno che democratica. La Russia è incamminata sulla strada della democrazia compiuta». «Ho avuto modo di contrappormi a chi introduceva dei discorsi e dei dubbi sul fatto che nella Federazione russa non esistesse una vera democrazia».

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