Pubblicazione dell’Associazione per l’Interscambio Culturale Italia Brasile Anita e Giuseppe Garibaldi

Publicação bimestral . Nº 125 - 126 - Ano XIV - Março / Abril 13 - R$ 10,00

Pdl, incubo ballottaggi a Milano e Napoli

por andrea em sábado, 9 de abril de 2011 às 16:55

 

Gli ultimi sondaggi inquietano i vertici del partito

Milano? Il più fresco tra i sondaggi commissionati dal Presidente del Consiglio a chi sa farli (l’Euromedia della signora Ghisleri) ha prodotto un risultato preoccupante: nella città di Berlusconi e guidata da Letizia Moratti, se si votasse oggi, il sindaco e la sua coalizione raccoglierebbero una percentuale che balla attorno al 48%. E dunque, se la sera del 16 maggio i voti veri dovessero confermare le quotazioni dei sondaggi, la signora Moratti sarebbe costretta ad un ballottaggio da tenersi a fine maggio, scenario considerato con qualche ansia da Silvio Berlusconi che ben conosce le abitudini della borghesia milanese nei fine settimana di primavera. Il 15 e il 16 maggio in realtà si voterà in altri 1309 Comuni, in undici Province e nella regione Molise. Un test significativo perché spalmato su tutto il territorio nazionale e perché coinvolgerà grandi città come Torino, Bologna e Napoli, e capoluoghi di regione come Cagliari e Trieste. Da almeno due settimane le “sparate” dei leader di tutti i partiti sono finalizzate a far consenso in vista delle amministrative, anche se a destra e a sinistra tutti finiscono per concordare sulla stessa analisi.

Quella che due settimane fa Pippo Civati ha proposto nella Direzione del Pd: «Caro Bersani, le partite politiche più importanti si giocheranno a Milano e a Napoli». Come dire: a Torino e Bologna, le altre due grandi città al voto, la vittoria dei candidati di centrosinistra è data per molto probabile. Annuisce Osvaldo Napoli, vicepresidente dei deputati Pdl ma anche dell’Anci: «Se teniamo tutte le città nelle quali già governiamo, a cominciare da Milano, e prendiamo anche Napoli, possiamo brindare. Ma se il centrodestra dovesse perdere in queste due grandi città, allora è facile prevedere una certa tensione nel Pdl». In altre parole, il combinato disposto di una Lega arrembante in tutto il Nord in occasione del primo turno e di una vittoria a Milano del centrosinistra al secondo turno, potrebbe creare problemi alla maggioranza. Dunque è sull’asse Milano-Napoli che Berlusconi si giocherà una parte del suo futuro. Anche il presidente del Consiglio si è convinto che a Milano sarà dura: si candiderà come capolista del Pdl e, dopo il mezzo flop delle Regionali, ha affidato la responsabilità della raccolta delle firme ad un professionista come Giorgio Stracquadanio, che ammette: «Pisapia è un avversario insidioso, perché è un uomo mite, un garantista e perché è il figlio del professor Pisapia. Ma di fatto il Terzo Polo non esiste e a noi, per vincere, basterà fare una buona campagna elettorale».

Nei sondaggi della Ghisleri, Pisapia è al 44%, una buon trampolino per il secondo turno? Annuisce Civati: «Al centrodestra potrebbe non bastare il marketing ultra-milionario giocato sulla coppia Berlusconi-Moratti. Il sindaco ha fatto molto male, ma per farcela bisognerà fare una campagna giocata sulla vita quotidiana dei milanesi». Anche a Napoli il centrodestra teme un eventuale secondo turno. Dopo la stagione a guida centrosinistra segnata da scandali, suicidi di assessori e incriminazioni, il centrodestra schiera il presidente dell’Unione Industriali Gianni Lettieri, che è nettamente davanti nei sondaggi ma che ha dovuto scontare una clamorosa dichiarazione di non-voto: quella di Antonio D’Amato, ex presidente di Confindustria che puntava anche lui ad una poltrona da ministro. Nelle intenzioni di voto ancora attorno al 30%, il candidato del Pd, l’ex prefetto Mario Morcone punta al secondo turno, quando saranno demotivati i portatori di preferenze del centrodestra. Dice Andrea Orlando, commissario del Pd napoletano: «Morcone ha ricompattato il Pd, ha un profilo giusto per intercettare al secondo turno una parte dei moderati, non esprime né continuità né contrapposizione rispetto ai governi precedenti». Dice Giuseppe Scalera, deputato Pdl, già presidente dell’Ordine dei medici: «Il centrodestra è fuori dal governo di Napoli da 25 anni e non si lascerà sfuggire un’occasione storica».

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