Pubblicazione dell’Associazione per l’Interscambio Culturale Italia Brasile Anita e Giuseppe Garibaldi

Publicação bimestral . Nº 125 - 126 - Ano XIV - Março / Abril 13 - R$ 10,00

“Il premier pensa solo ai suoi processi”

por andrea em domingo, 6 de março de 2011 às 17:46

 

Il Pd boccia la riforma della giustizia. Casini: se ne vada prima possibile. Franceschini: “La riforma dovrebbe risolvere i problemi degli italiani e non del Cavaliere”
ROMA – Poche parole per dire che non è più tempo di aperture. Anzi, il Terzo polo chiude la saracinesca. «Penso che Berlusconi prima se ne va, meglio è», sentenzia Pier Ferdinando Casini. Lunga vita, per carità. «Gli auguro di essere ultracentenario in termini personali, ma non politici». E non commuove il leader dell´Udc l´ennesimo annuncio sulla riforma della giustizia, stavolta «epocale». Perché Casini è sicuro che il premier abbia ben altro in mente. «La priorità del governo – dice – è fare un disegno di legge per aumentare i posti dei sottosegretari e dei ministri. Per stare in piedi ha bisogno di dare posti».
I centristi si portano avanti bocciando l´intervento sulla giustizia. «Le dichiarazioni del premier e del ministro Alfano dimostrano ancora una volta che il governo pensa solo ad una riforma vendicativa contro la magistratura», spiega Roberto Rao, capogruppo Udc in commissione giustizia. La bocciatura è altrettanto sonora da parte del Partito democratico. Non sembra esserci nessuno spazio come pure invoca Maurizio Paniz (Pdl) per un confronto. Anna Finocchiaro, presidente dei senatori Pd, prende di petto il Cavaliere: «Berlusconi, il suo governo e la sua maggioranza fanno solo chiacchiere e giustizia ad personam. Il Premier parla, parla, parla ma non governa più, se mai lo ha fatto, mentre i suoi scherani cercano di salvarlo dai processi e il Paese va alla deriva». Forse un modo per discutere, per parlare di un problema serio come la giustizia ci sarebbe. Lo immagina Dario Franceschini. Ma è solo un sogno, un evento da catalogare tra le cose impossibili. «Il presidente del Consiglio dovrebbe innanzitutto dire che accetterà la sentenza, qualunque essa sia, come un cittadino qualunque – spiega il capogruppo democratico alla Camera – e dovrebbe rinunciare all´abuso di leggi finalizzate a fermare i suoi processi». Riforma della giustizia, continua Franceschini, «significa risolvere i problemi degli italiani non risolvere soltanto i problemi suoi».
Il Pd non concede nulla al premier. Crede davvero pochissimo che nell´annunciato disegno di legge sul potere giudiziario si possano trovare norme «utili agli italiani», come dice Donatella Ferranti, capogruppo del Pd in commissione Giustizia. Come ripete il responsabile giustizia del partito Andrea Orlando. «Berlusconi faccia la sua parte da imputato come ogni cittadini italiano. Nel frattempo il problema è che il governo non sta governando e la solita riforma della giustizia sembra un modo per affrontare le sue questioni e non i problemi degli italiani», osserva il vicesegretario del Pd Enrico Letta. La Ferranti pronuncia già il giudizio definitivo: «Siamo molto preoccupati dalla riforma annunciata, per l´ennesima volta, da Berlusconi e Alfano le cui anticipazioni non fanno ben sperare perchè palesano la volontà punitiva e di controllo nei confronti della magistratura».
L´appello di Paniz è destinato a cadere nel vuoto. «Non dia un giudizio a priori, il Pd parftecipi al processo riformatore», chiede il deputato-avvocato del Pdl. Ma Franceschini non si fida: «Berlusconi non può dire che va in aula e contemporaneamente far lavorare il Parlamento e la sua maggioranza soltanto sulle leggi che fermano i suoi processi».

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