Pubblicazione dell’Associazione per l’Interscambio Culturale Italia Brasile Anita e Giuseppe Garibaldi

Publicação bimestral . Nº 125 - 126 - Ano XIV - Março / Abril 13 - R$ 10,00

Bersani: “Pd unico vero partito” E annuncia: 11 dicembre in piazza

por andrea em sábado, 6 de novembro de 2010 às 14:26

 

Il leader democratico incontra i segretari di circolo e lancia la manifestazione nazionale a Roma: “Saremo il primo partito. Il premier e il Senatùr ci fanno un baffo”. Attacca Berlusconi: “Non può fare certe cose e guidare il Paese”. A Fini: “Stacchi la spina”

ROMA – Molto orgoglio e una forte dose di ottimismo caratterizzano l’intervento di Pier Luigi Bersani all’assemblea nazionale dei circoli del Pd riuniti a Roma. “Siamo l’unico, vero partito a radicamento nazionale” esordisce il leader democratico rivendicando subito al suo partito il primato del radicamento sul territorio: “A noi la Lega e Berlusconi ci fanno un baffo. Inutile che vengano a dirci che siamo un partito arroccato in due o tre regioni. Facciamo duemila feste democratiche dell’Unità all’anno”, ricorda. “Faccio una scommessa – aggiunge – tra non molto saremo il primo partito del Paese”. E annuncia una mobilitazione nazionale per l’11 dicembre: “Faremo una grande manifestazione a Roma” contro il governo su “democrazia, lavoro e solidarietà e parleremo a un Paese sbandato”.

Bersani ha intanto riportato il primo successo numerico, riuscendo a riempire l’Auditorium della Conciliazione, in cui si svolge la manifestazione. I 1.700 posti a sedere sono infatti tutti pieni, nonostante la concomitanza dell’assemblea dei “rottamatori” 1 promossa da Matteo Renzi e Pippo Civati 2. E proprio a loro si rivolge Bersani quando dice: “Critica e dibattito, anche all’aperto, ma con rispetto per la vita dei membri del partito. Fino ad ora questo rispetto non c’è sempre stato. Da adesso in poi lo pretendo” dichiara il leader del Pd mentre l’assemblea commenta con ululati e fischi l’iniziativa in corso a Firenze. Immediata la reazione della platea fiorentina che risponde con un applauso, come richiesto da Matteo Renzi: “Vorrei che a queste bordate rispondessimo con un forte applauso. Tanti sorrisi, un abbraccio a distanza all’assemblea dei circoli del Pd e a auguri di buon lavoro a Bersani. Questo è il  nostro stile” replica Renzi.

Bersani poi attacca Berlusconi citando l’articolo 54 della Costituzione che ricorda l’esigenza di “disciplina e onore” per chi ricopre cariche pubbliche. “La correttezza politica è un’eccedenza rispetto a una necessaria correttezza personale. Guidare un camion è un fatto pubblico e ci vuole la patente che è un fatto privato”. “Se vuoi avere la patente per fare l’uomo pubblico devi essere una persona per bene. Non ci si può dimenticare che un minore è un minore, anche se non lo sembra, e non lo puoi sbattere sulla strada, non sono mica noccioline questa cose qua: sono idee devastanti” dice Bersani rispetto al caso Ruby 3 e le vicende che stanno coinvolgendo il premier. Il fatto che siano coinvolti minori, incalza, “è drammatico e, al di là di tutto il chiacchiericcio, questo non è venuto fuori. Ma, dico, come immaginiamo l’adolescenza in questo Paese? E’ una vergogna. Non si possono fare e dire certe cose e governare un Paese”.

“Non chiediamo un salto nel buio, non vogliamo un ribaltone, ma una ripartenza del Paese” dice ancora il segretario del Pd. Poi chiede a Fli di “staccare la spina” al governo Berlusconi per poter poi dar vita “a un breve governo di transizione che faccia la riforma elettorale e consenta di andare alle urne sulla base di nuove proposte per il Paese”.

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