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Itália pagina in italiano: link azurro    
Brasil página em português: link verde Rio de Janeiro, segunda-feira, 8 de fevereiro de 2010
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PROGETTO CREA-FOR-MA IMPRESA 2010 - Rio de Janeiro - Brasil

2 Corsi di orientamento alla creazione di impresa rivolti a italiane/i residenti nella Cicoscrizione consolare di Rio de Janeiro. Il Progetto è finanziato dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, sulla base del Bando 1/2007.

50 Posti di formazione in due distinti corsi destinati a disoccupati o in cerca di prima occupazione (25 posti) e a lavoratori dipendenti (25 posti). Le iscrizioni sono aperte fino al 15 Marzo 2010. Il primo corso inizia ad Aprile e termina a Luglio. Il secondo corso inizia ad Agosto e termina a Novembre. Possono partecipare cittadini italiani o coloro che hanno inoltrato domanda di riconoscimento della cittadinanza entro il 13-12-2006. 10 Posti di uditori sono rivolti ad oriundi. Una quota del 40% è destinata a donne.

Per scaricare il Bando integrale, clicca QUI. Per iscriversi inviare domanda anche via e-mail a: filefcorsi@email.it oppure a corsoimpresa.filef@gmail.com

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26/6/2007 - Intervista - Mafalda Minnozzi [ Voltar ]


Mafalda Minnozzi

FD. Iniziamo con una domanda sulla musica. Nel tuo ultimo CD. tu interpreti bellissime canzoni di grandi cantanti italiani e c’è solo una musica tua e di Paul Ricci in portoghese mentre tutti gli altri pezzi sono di musica italiana mi sembra che anche negli altri tuoi CD tu preferisci interpretare grandi artisti italiani un po’ all’opposto di Fiorella Mannoia che preferisce - almeno quando si occupa di Brasile – interpretare grandi autori brasiliani. Dicci un po’ il perché.

Mafalda. Prima di tutto ti ringrazio di aver nominato Fiorella Mannoia che per me in questi ultimi 15 anni rappresenta veramente il meglio dell’interprete italiana per questo grazie per mettermi a confronto con il suo lavoro. La mia realtà è molto più brasiliana che italiana dal punto di vista della vita, perché io vivo in Brasile e non in Italia come Fiorella. Per quanto riguarda il brano a cui ti riferisci che si intitola Arco Íris, Arcobaleno, io ho fatto una versione in portoghese del testo originale di Gianni Bella un testo scritto insieme a Mogol per un grandissimo interprete che è Adriano Celentano per cui non è tutta farina del mio sacco. È quasi una traduzione in portoghese del testo originale. L’argomento trattato da questo brano secondo me è il riassunto del mio disco, il messaggio che voglio dare: ed il messaggio è: cerca se puoi di capire le scelte che noi esseri umani possiamo fare nel corso della nostra vita. Fiorella è innamorata del Brasile, ha una storia che le permette di avvicinarsi a vari autori, a volte in maniera umile e didattica e Fiorella ha avuto il coraggio immenso di affrontare un repertorio difficilissimo, addirittura la “batucada” con Carlinhos Brown e, secondo me, ne è uscita alla grande. Per essere una che non vive in Brasile e quindi non ha la pronuncia giusta, non ha lo swing, - perché poi quello che caratterizza la musica brasiliana è lo swing – lei ha avuto questo grande coraggio e, aiutata da questi grandi, come Caetano Veloso, ha raggiunto questi risultati.

FD. Ha fatto delle “parcerias” come si dice qua di altissimo livello.
Mafalda. Magari tutti, tutti nel mondo avessero questo coraggio e questa forza di collaborare, di contaminarsi. Noi abbiamo un artista in Italia che si chiama Massimo Ranieri che ha unito nel suo ultimo disco la canzone napoletana alle realtà musicali arabe e senegalesi e ne è venuto fuori un lavoro stupendo.

FD. Ti volevo fare una domanda non tanto sulla musica brasiliana ma sul Brasile in cui hai scelto di vivere ormai da una decina di anni se mi ricordo bene.
Mafalda. Stabilmente dal 2000.

FD. Cosa ti piace di più del Brasile e la cosa che ti piace di meno?
Mafalda. Il Brasile mi affascina per i suoi colori e per la sua diversità. Non si ripete mai. Nonostante che io stia qua ormai da tanto tempo sono convinta di non averlo conosciuto tutto il Brasile nonostante viaggi moltissimo. Per farti un esempio di cose che non sapevo e ho scoperto dopo tanto tempo: ho fatto un concerto a Boa Vista e il concerto è stato aperto da un artista che vive in Amazzonia, da un indigeno lui mi ha chiesto l’autografo e io l’ho chiesto a lui lui mi ha dato il suo disco e io gli ho dato il mio. E’ emozionante. E’ questo che mi piace del Brasile, questo continuo scoprire la gente, con tutte le sue sfaccettature vedere come gli esseri umani riescano a vivere bene con così poco. A me questa cosa mi sconvolge. Tutto il contrario dell’Italia più vado in Italia e più mi accorgo di come la gente si stia perdendo dietro a valori vuoti, questo consumismo sta ammazzando la gente là.

FD. Diciamo che i cinque anni di governo Berlusconi - almeno questo è quello che penso io - hanno lasciato segni profondi nel senso comune della gente e una eredità negativa: facciamoci i fatti nostri mi interesso di me e non degli altri il valore di una persona dipende da quanto spende.

Mafalda. Io ho senz’altro la mia opinione che riguarda anche il governo Berlusconi ma anche quelli che ci sono stati prima e dopo in Italia non si parla più di valori la gente non è più valorizzata, l’essere umano non è più valorizzato. Negli ultimi 15 anni l’Italia sta correndo dietro tantissimo all’obiettivo di essere una potenza europea e non sa scoprire il valore dell’essere umano.

FD. Ti sei scordata di dirci almeno un difetto che hai riscontrato qua in Brasile.

Mafalda. E’ vero hai ragione. C’è una frase che riassume quello che non mi piace, “se Deus quiser”.

FD. Quindi la rassegnazione.
Mafalda. Per carità, Dio può essere un grande punto di riferimento e anche di conforto chiaramente però Dio non può fare niente per noi i primi che possiamo fare siamo noi. E una altra frase che proprio io non sopporto è “fica tranquilla que vai dar tudo certo” non è vero “que vai dar tudo certo” così automaticamente anzi io credo che in Brasile le cose stiano andando anche troppo bene per quello che si fa o, meglio, che non si fa.

FD. Quando ci hai dato la prima intervista nel 2001 eri ancora in questa fase di “ponte aérea” fra Italia e Brasile dopo un lungo innamoramento hai deciso di trasferirti stabilmente dal punto di vista professionale parlaci delle principali tappe della tua attività in Brasile.

Mafalda. Io più che una cantante sono una musicista sto sempre attenta a cercare di promuovere la canzone italiana in tutte le sue forme. Gli insuccessi non si dicono mai, ma ce ne sono stati tanti in questi anni. Poi ci sono state le cose positive come riuscire a scrivere un brano come “Gli occhi di Romeo” per il film di Bruno Barreto “O casamento de Romeo e Julieta” e poi la collaborazione con Martinho da Vila che sicuramente è una istituzione per quanto riguarda il samba e uno degli interpreti più amati e riconosciuti anche in Europa e quindi stare sul palco con lui è stata una esperienza bellissima e non tanto per me, per farmi bella, ma perché mi interessa che una persona come Martinho da Vila possa mettersi in bocca una parola italiana.

FD. E, parlando della comunità italiana di qua, ci sono gli anziani, molti, che ancora – purtroppo - sono molto legati alle canzoni che hanno ascoltato prima di partire non è perché io abbia qualcosa contro i vecchi cantanti ma mi sembra che queste persone si siano un po’ fermate nel tempo il tuo repertorio invece è moderno. Tu trovi difficoltà a volte quando partecipi a grandi raduni, a feste italiane, a portare un po’ di nuovo?
Mafalda. Sono un po’ controvento, come si intitola anche il mio ultimo Cd mi piace mettermi in gioco e ci credo tanto nella musica, che è la mia vita e la mia bandiera penso che il potere della musica e dei suoi protagonisti, dei suoi compositori, sia illimitato per cui proprio io ci credo in quello che faccio e nei concerti chiudo gli occhi e presento la musica che voglio. Io rispetto quelli che rimangono legati ai loro ricordi e che continuano ad amare una musica che poi è sempre la stessa - o la canzone napoletana o la musica degli anni 60. E, tutto sommato, devo anche ringraziare che esista questo gusto musicale, perché sennò noi, che siamo venuti dopo, avremmo dovuto cominciare tutto da zero questo mio lavoro, quello che propongo musicalmente, non è accettato solo da alcuni che proprio non vogliono sentire niente di nuovo però c’è tanta gente, tanta, che vuole sentire cose nuove e vuole sapere di più. E ti dico una cosa proprio come amico: se io montassi una orchestra da ballo e partecipassi a tutte le feste italiane del Brasile, tutte le cene italiane nei club, io diventerei ricca.

FD. Sì, ma sarebbe una pena e una noia.
Mafalda. Entrerei in depressione e dovrei proprio bermelo tutto lo champagne di Peppino di Capri (ndr. Allusione alla famosa canzone del cantante napoletano) per ubriacarmi. In certi paesi e in certe città vedi ch e c’è la muffa sembrano situazioni disperate, ma nasce qualcosa o sono i figli o i più anziani stessi che dicono “che bello”, quando presento il mio repertorio, perché insomma io sto facendo musica di De Gregori, Pino Daniele, Lucio Dalla, Ivano Fossati.

FD. Io ti farei l’ultima domanda. Che non era preparata ma tu, a metà di questa chiacchierata, hai un po’ accomunato in Italia i governi presenti e passati, insomma il governo Prodi e il governo Berlusconi.

Mafalda. No, ho parlato in linea di massima.

FD. Mi sembri un po’ delusa sia dalla destra che dalla sinistra. E questo, non solo in Italia ma anche in Brasile, è un sentimento che accomuna sempre più persone, perché la politica forse si è distaccata troppo dalle persone, è fatta da professionisti, ecc. Non sarebbe secondo te possibile migliorare, avere più partecipazione di base da parte delle persone. In Brasile come in tutti gli altri paesi esteri l’anno scorso, per la prima volta, gli italiani che vi risiedono hanno avuto la possibilità di eleggere i propri rappresentanti in parlamento. Tu come hai vissuto questa prima volta degli italiani all’estero? Tu hai votato?
Mafalda. Sì ho votato ma in Italia perché solo da pochissimo mi sono iscritta all’AIRE. Ma comunque io voto, voterò qua, voto in Italia. Il voto è una grande possibilità di espressione democratica. Io vedo questa cosa come un fatto positivo. Adesso nel corso della recente crisi del governo Prodi, addirittura, il voto di uno degli eletti in america latina è stato determinante. Io sono una idealista. Per cui io sono convinta che ognuno di noi ha delle grandissime responsabilità sul piano sociale. E l’uomo politico è il primo che deve assumersi queste responsabilità. Il religioso ancora di più. Quindi in questa visita del Papa, avrei voluto vederlo oltre che in quei posti dove lo abbiamo visto anche dentro le carceri, dentro gli ospedali e magari dentro una favela. Non è tanto importante che lui, il Papa, possa vedere questo, ma che il mondo possa vedere questo. Infatti è quasi solamente in queste occasioni che in Italia si parla di quello che accade in Brasile per farti capire: mi ha telefonato anche mia mamma dall’Italia dicendomi “come sono contenta di vedere il Brasile sono tre giorni che vediamo il Brasile qua in Italia”. Ma fanno vedere solo quello che il Papa ha fatto, l’incontro con i giovani, la messa. Tutte cose bellissime ma non sono le sole cose che accadono in Brasile.

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